Lascia un commento

Gran Bazar della Primetta 10 -19 aprile

Annunci
Lascia un commento

Domenica 7 aprile presentazione Bilancio Sociale 2018.

Lascia un commento

Giovedì 4 aprile incontro a Cremona a sostegno del progetto “Mediterranea”.

Lascia un commento

Salviamo gli Umani. Salviamo l’umanità.

Lascia un commento

Gran Bazar della Primetta – 23 marzo

Lascia un commento

L’Associazione “Amici di Emmaus” compie 25 anni

Il 20 gennaio scorso l’Associazione “Amici di Emmaus” di Piadena ha compiuto 25 anni.

Un traguardo importante, raggiunto grazie al lavoro dei volontari, dei comunitari accolti, di amici che ci hanno sostenuto e delle tante persone che ci hanno donato i loro “scarti” e delle altre che li hanno acquistati nei nostri mercatini solidali.
25 anni di solidarietà e di lotta per un mondo senza miseria e ingiustizia.

25 anni di impegno con i più poveri, senza chiedere contributi pubblici per il mantenimento della nostra Comunità di accoglienza, fieri della nostra libertà di azione e di pensiero.

25 anni di “economia circolare” nel rispetto dell’ambiente e della salute.

Oggi festeggiamo questo evento con la triste consapevolezza di quanto lavoro ci sia ancora da fare per affermare il diritto di ogni essere umano a vivere nel pieno rispetto della sua dignità.

Purtroppo sembra che l’orologio della storia stia girando in senso inverso. La solidarietà, l’accoglienza, la condivisione, i diritti delle persone, non sono più valori universalmente condivisi e un po’ ovunque si diffondono odio, razzismo, disprezzo per le persone povere ed emarginate, derisione per chi aiuta e soccorre i migranti e gli ultimi.

La nostra presenza e la nostra resistenza sono dunque quanto mai attuali e necessarie, ma anche sempre più impegnative e difficili.

Nel corso dell’anno ci sarà occasione attraverso varie iniziative di tracciare un bilancio del cammino percorso e di riflettere su come rendere sempre più attuali e incisivi gli insegnamenti dell’Abbé Pierre, fondatore del Movimento Emmaus, di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario. È una riflessione che vorremmo fare insieme a persone nuove che ci possano donare un po’ del loro tempo, delle loro competenze e della loro energia. Le cose da fare sono davvero tante e da soli rischiamo di non farcela. Venite a conoscerci meglio, venite ad aiutarci. Continuiamo insieme. Vi aspettiamo!

Lascia un commento

Ancora morti, ancora ipocrisia e cinismo

Siamo scioccati e sconcertati per la sorte delle oltre 140 persone morte in queste ore nel Mediterraneo. Uomini, donne e bambini in carne e ossa con un nome, una storia, una provenienza, una famiglia. Non numeri ma persone, persone, persone!

Individui che hanno cercato di sopravvivere al destino cui sono stati costretti per consentire a noi di vivere ‘la pacchia’, per permetterci di possedere cellulari all’avanguardia, di acquistare il carburante per le nostre auto, di incrementare i nostri volumi economici grazie alla vendita di armi ai Paesi in conflitto, di arricchirci sfruttandone senza vergogna le risorse, umane e naturali. Persone sacrificate per il benessere di pochi e utilizzate come giustificazione per tutti i mali.

E fa ancora più rabbia e sconcerto ascoltare le dichiarazioni rilasciate dai nostri governanti, che come in un ignobile scaricabarile accusano chiunque – salvo loro stessi – della tragedia in corso, vomitando fango su chiunque si azzardi a salvare vite e quel minimo senso di umanità da cui oramai, come popolo e come Europa, sembriamo irrimediabilmente distanti.

Signor presidente del Consiglio, le sue dichiarazioni ci lasciano allibiti: non era per voi la Libia un porto sicuro? E signor ministro dell’Interno, non era lei ad aver dichiarato che i centri di accoglienza in Libia erano invidiabili e all’avanguardia? Oggi sostenete che i migranti in Libia sono in mano agli scafisti e vittime di tortura; ieri dicevate che la gestione libica dei migranti rappresentava un modello e che la Guardia costiera di quel Paese era in grado di gestire la situazione.

Siamo perfettamente coscienti che la responsabilità non è solo dell’Italia, ma utilizzare qualsiasi tipo di argomentazione per non prendersi le proprie, di responsabilità, e per giustificare scelte politiche disumane ed egoistiche è davvero immorale. Far morire le persone in mare: quello sì che è un crimine contro l’umanità, e chi lo consente non è moralmente e umanamente assolvibile.

Noi non ci arrenderemo mai a questa disumanità e guardiamo con grande preoccupazione e apprensione al destino dei nostri fratelli, cui saremo sempre vicini con tutte le nostre forze e con tutti i nostri mezzi.

Franco Monnicchi
Presidente di Emmaus Italia