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22 GENNAIO 2017- S. Messa delle ore 11:00 nella chiesa di Torre de’ Picenardi per il 10° anniversario della morte dell’Abbé Pierre

Il 22 gennaio ricorrerà il 10° anniversario della morte dell’Abbé Pierre, il fondatore del Movimento Emmaus.

La Comunità di Canove de’ Biazzi e i volontari dell’Associazione lo ricorderanno durante la S. Messa delle ore 11:00 nella chiesa di Torre de’ Picenardi.

abbe-pierre

Henri Antoine Groués, detto Abbé Pierre, nasce il 5 agosto 1912 a Lione, quinto di otto figli, da una famiglia benestante. Compie gli studi presso il Collegio dei Gesuiti di Lione. A 13 anni partecipa attivamente al Movimento Scout. A 16 anni, durante una gita in Italia, sosta ad Assisi. L’incontro con S. Francesco gli fa prendere la decisione di farsi Cappuccino. A 19 anni entra nel Convento di clausura dei Cappuccini di Lione, dopo aver distribuito ai poveri la sua parte di eredità. Vi rimane 7 anni, per gli studi di filosofia e teologia.

Nel 1938 viene ordinato sacerdote. L’anno successivo, per motivi di salute, lascia la vita monastica e viene incardinato nella Diocesi di Grenoble. In seguito viene nominato Vicario della cattedrale.

Nel 1942 comincia la sua azione di salvataggio delle vittime della tirannia nazista. E’ in questa occasione che l’Abbé Groués, diventa l’Abbé Pierre. L’Abbé Pierre salva diverse persone (ebrei, polacchi) ricercate dalla Gestapo. Falsifica passaporti, diventa guida alpina e trasporta attraverso le Alpi ed i Pirenei le persone in pericolo.

Nel 1943 entra nelle file dei partigiani ed organizza l’Armata di Vercors che tanta parte ha avuto per la liberazione della Francia dal nazismo. Ricercato lui stesso dalla Gestapo, rientra a Parigi ed organizza un nuovo laboratorio di documenti falsi. Verso la fine del 1944, di ritorno da una viaggio alla ricerca di nuovi passaggi in Spagna di persone in pericolo, viene arrestato dalla Gestapo. Riesce a scappare e viene spedito ad Algeri in aereo, nascosto in un sacco postale. Dopo la guerra, rientra a Parigi e viene eletto Deputato all’Assemblea Nazionale. Nel 1947 fonda il Movimento Universale per una Confederazione Mondiale.

Nel 1949 presenta un disegno di legge per il riconoscimento dell’Obiezione di coscienza. Verso la fine del 1949, accoglie a casa sua George, assassino, ergastolano, mancato suicida. Inizia il movimento degli Stracciaioli-Costruttori di Emmaus.

Nel 1951 lascia il Parlamento, rifiutando una legge elettorale truffa, e si dedica interamente al Movimento Emmaus. Dal 1952 al 1954 gira la Francia e l’Europa per conferenze che presentano all’opinione pubblica i problemi più urgenti per l’umanità. I senzatetto in Europa, la fame nel mondo, ecc.

È del 1° febbraio 1954 il grande appello a Radio Lussemburgo che scuote la Francia con la richiesta urgente di far fronte all’emergenza freddo per migliaia di senzatetto. L’insurrezione della bontà, così venne definita, porta alle Comunità Emmaus una quantità impensabile di denaro e di doni in natura. Nonostante l’afflusso di tanto denaro, non viene smesso il lavoro di stracciaioli. Un mese dopo, viene aperto il primo cantiere per 82 case destinate ai senzatetto. Nei mesi successivi l’Abbé Pierre gira tutte le città della Francia. Anche da diversi paesi d’Europa viene chiamato per incontri e conferenze.

Capi di stato e di governo, esponenti delle diverse Chiese e religioni, tutti si rivolgono a lui per un aiuto, un consiglio. Dopo una lunga malattia, ricomincia a girare il mondo. Stati Uniti e Canada. Poi, Olanda, Spagna, Portogallo, Svizzera, Italia, Austria, India, Scandinavia, Brasile, Perù, Argentina, Bolivia, Colombia, Cile e Venezuela, ed infine il Libano. Ovunque cominciano a sorgere Comunità Emmaus, comunità di poveri che mediante il lavoro di recupero e riutilizzo di quanto viene buttato via, si guadagnano da vivere onestamente e si permettono il lusso di aiutare chi sta ancora peggio. Poveri che diventano donatori e provocatori di chi ha e non fa nulla.

Servire e far servire per primi i più sofferenti, è la sorgente della vera Pace. E’ questo il messaggio che l’Abbé Pierre porta ovunque.

Riceve diverse onorificenze che accetta come occasioni preziose per diffondere, a tutti i livelli ed in tutte le circostanze, la sua provocazione e la guerra alla miseria e alle sue cause sempre e dovunque. Numerosi i libri, in tutte le lingue, che vengono pubblicati sulle sue azioni. Escono anche due film. “Uomini senza casa”, nel 1957, e “Inverno ’54” nel 1990.

L’Abbé Pierre ha vissuto a lungo nella Comunità La Halte d’Emmaus, a Esteville, in Normandia, con i comunitari più anziani e più malati. Muore a Parigi il 22 gennaio 2007 ed alcuni giorni dopo viene salutato con funerali di Stato presso la basilica di Notre Dame alla presenza del presidente della repubblica francese, di autorità civili e religiose e soprattutto dei suoi “compagnons” accorsi da tutto il mondo per dare l’ultimo saluto al fondatore del Movimento Emmaus.

Per ricordare l’attualità del pensiero e dell’azione dell’Abbé Pierre riportiamo una sua poesia tratta dalla raccolta “Foglie sparse”.

Bisogna amare le porte

Bisogna amare le porte
perché sono il posto
dove nessuno si ferma

il posto da dove si passa
da dove si parte
dove avvengono tutti gli incontri.

Bisogna odiare le porte chiuse
chiuse agli incontri
e chiuse a chi parte.

 

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